Ha fatto tappa all’Istituto Superiore Statale “Carlo Amore- Piano Gesù” di Frigintini, il Progetto “Formidabili. Nessuno Escluso” promosso come capofila dall’Associazione Superabili OdV di Avola.
Il convegno, dal titolo “Il Volontariato del Futuro: Emozioni che creano Inclusione”, rientra nella Prima Azione prevista dal Progetto (“Promozione del Volontariato”), grazie alla quale viene introdotto nelle scuole il concetto di Inclusione e si avvicinano i ragazzi al tema del Volontariato, spiegandone il reale significato e l’importanza di un approccio innovativo al problema. La Seconda Azione sono invece i Laboratori (“Emozioni al centro”) in cui si realizzano percorsi di Educazione Emotiva rivolti a persone con diverse tipologie di disabilità.
All’incontro hanno preso parte come relatori Giuseppe Cataudella, Presidente dell’Associazione Superabili di Avola, Cristiana Clementi, Formatrice Emotivo Relazionale e curatrice dei Laboratori Emozioni al Centro e la Responsabile della Comunità “Fratelli Tutti”- SuperAbili OdV, Maria Grazia Andolina.
Dopo i saluti della Dirigente Scolastica, Giulia D’Urso e della docente Veronica Colombo, Giuseppe Cataudella ha introdotto l’incontro, sottolineando ai ragazzi presenti e alle numerose classi del Plesso collegate in streaming, l’importanza di questo incontro, il cui obiettivo è proprio quello di fornire informazioni approfondite e spazzare via pregiudizi e stereotipi sul tema del Volontariato. Proprio questo è stato il tema affrontato nella sua relazione dalla dott.ssa Cristiana Clementi, che ha voluto parlare ai ragazzi non solo di cosa voglia dire “fare” Volontariato, ma soprattutto di cosa significhi “essere” un Volontario, ovvero di quale sia il ruolo delle Emozioni in questa attività, sia per chi la svolge, sia per i destinatari degli interventi.
Il requisito fondamentale che caratterizzerà il Volontariato del futuro, ha spiegato la dott.ssa Clementi, dovrà infatti essere una adeguata Formazione Emotivo Relazionale degli operatori, che solo se correttamente preparati, potranno accostarsi al mondo della disabilità con la giusta empatia. Particolarmente toccante è stato l’intervento conclusivo di Maria Grazia Andolina, che nella sua duplice veste di Responsabile di Comunità e di mamma di una ragazza portatrice di disabilità, ha sensibilizzato i ragazzi sull’importanza che la società garantisca un futuro ai ragazzi disabili, dopo la fine della scuola. “Non sempre quello che voi programmate e date per scontato che accada, studi, Università, lavoro, è scontato è possibile per tutti”. Quello che sicuramente i ragazzi dell’Istituto “Carlo Amore” hanno colto, emerso anche dalla definizione di Volontariato data da un ragazzo tra il pubblico, è che “Fare del bene, fa bene alla società”.
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